Rodi' Milici ME

Descrizione su Rodì Milici

 

Dal sito del comune

Il paese è costituito da due piccoli centri abitati Rodì e Milici a tre chilometri di distanza l'uno dall'altro, arroccati sui Peloritani a più di 100 metri di altezza, lambiti dal fiume Patrì.
Da entrambi si domina la piana di Milazzo, le isole Eolie, Tindari e Castroreale. La popolazione è dedita prevalentemente all'agricoltura (grano, vite, ulivo e agrumi) e all'allevamento di bovini e ovini. Qualche artigiano continua a tramandare l'arte della lavorazione del giunco e delle canne con la realizzazione di “ zumbili", “cofani”, “panieri”.
Rodì Milici si costituisce in comune autonomo appena un cinquantennio fa staccandosi da Castroreale, ma le sue origini sono antichissime se si pensa che nel suo territorio, sul Monte Ciappa sono stati trovati i resti della città Longane fondata, su un pianoro dei Peloritani tra i 400 e i 500 metri, verosimilmente dagli abitanti autoctoni Sicani, rifugiatisi sui monti all'arrivo dei Siculi. L'esistenza di Longane è oggi certificata dalla presenza di monete d'argento e da un caduceo in bronzo del V secolo a.C., custodito al di British Museum di Londra.
In località Grassorella esattamente di fronte al monte Ciappa, si trova una necropoli costituita da tombe a grotticella, risalenti, secondo l'archeologo Bernabò Brea, all'età del bronzo e del ferro, la cui tipologia ricorda quella delle tombe di Pantalica. I rinvenimenti dell'acropoli e della necropoli testimoniano dunque che la zona era abitata fin dalla preistoria e che la necropoli di Grassorella è strettamente legata all'acropoli di Longane sul monte Ciappa in località Pirgo, dal momento che il rito della inumazione dei morti era tipico dei Sicani. Sul fiume Longane, secondo alcuni studiosi corrispondente all'attuale Patrì, si combatté la storica battaglia del Longano nel 269 a.C. in cui i Siracusani di Gerone II sconfissero i Mamertini di Cione. Durante il periodo romano Rodì rivestì una grande importanza per la produzione di grano, olio, orzo e vino mamertino.
Con il medioevo il territorio di Solaria, corrispondente oggi ad una contrada di Rodì, insieme a Milazzo, Tripi, Oliveri e S. Lucia, ricadeva tra i feudi del monastero del Santissimo Salvatore di Patti e di San Bartolomeo di Lipari e perciò soggetto all'esazione della decima. All'epoca medievale risale la fondazione a Milici di una divisione dell'Ordine dei Cavalieri di Malta di S. Giovanni di Gerusalemme, e una sezione della scuola poetica siciliana.
I Cavalieri di Malta ricevettero il casale di Milici con due dimore reali da Federico II di Svevia nel 1210. Il palazzo, seppur rimaneggiato nei secoli, conserva ancora l'originale arco in pietra sormontato dallo stemma dell'Ordine con la croce e l'aquila reale di Federico II. Al medioevo è pure legata la diceria secondo cui il pontefice S. Leone, salito al soglio pontificio nel 682, fosse nato a Milici in contrada Rinazzo.
Nel 1582 una terribile alluvione seppellì tutto l'abitato di Rhodhis-Sulleria che sembra sorgesse sul greto del torrente. i sopravvissuti si spostarono a monte, insediandosi in parte attorno al vecchio castello dei Cavalieri di Malta (attuale Milici) e, il resto, ai piedi del monte Limbia dove costruirono la nuova chiesa di S. Bartolomeo (attuale Rodì). L'itinerario di visita inizia ancora prima dell'arrivo in paese, con una sosta in località Sulleria un'ampia vallata a forma di conca che funge da ingresso al paese.
Campi di grano, di agrumi e vite si estendono a perdita d'occhio, esposti generosamente ai raggi del sole. percorso il rettilineo che dolcemente si inerpica verso la montagna si giunge nella , il Monumento ai caduti, la Biblioteca comunale e la Civica Galleria d'Arte siciliana. Imboccando la strada a destra ecco l’arco dei poeti con un bellissimo mascherone nella chiave di volta, il cui nome testimonia la presenza di una sezione della scuola poetica siciliana in epoca federiciana. Proseguendo si arriva alla chiesa dell’Immacolata nella piazza omonima. Ricostruita all'inizio del '900 sul vecchio impianto cinquecentesco della chiesa della Madonna dell'Idria, è impreziosita all'interno da un altare di marmi provenienti dalla chiesa messinese di S. Gregorio crollata nel terremoto del 1908. Nella piazza sorge una statua recente della Vergine Immacolata e lo splendido Palazzo colloca risalente al XVIII secolo.
A destra della piazza si percorre una stradina immersa in giardini di aranceti e limoneti, che porta fino al greto del fiume Patrì. Qui si trova la vecchia chiesa di San Bartolomeo, riscoperta sotto una coltre di fango negli anni ottanta. il suo ritrovamento ha fatto ipotizzare un antico insediamento proprio sul greto piazza centrale di Rodì, dedicata a Gaetano Martino e in cui si trovano il Municipio del fiume da dove i rodiesi si sarebbero spostati a monte, in seguito all'alluvione del 1582. Risalendo, si consiglia la visita della nuova chiesa di San Bartolomeo, costruita verso la fine del '500 laddove, secondo la leggenda, sembra si siano fermati i buoi che portavano la statua del santo, patrono di Rodì, e opera del Calamec.
Percorrendo la via San Germanò si può ammirare il caratteristico mascherone montato sul portale di un'abitazione e recante la data del 1733. A questo punto bisogna proseguire per Milici. Poco prima di arrivare al paese ecco un bivio che porta a sinistra verso il campo sportivo e Villa Laura e a destra verso la zona archeologica di Longane, in cui sono ancora custodite la cinta muraria a forma di quadrilatero e un fortino megalitico del XII secolo a.C., ritenuto uno dei più antichi fortilizi indigeni. A Milici si consigia la visita della chiesa di San Rocco databile intorno al XVII secolo. Giunti nella piazza centrale ecco il palazzo dei cavalieri di malta con l'arco sormontato dallo stemma dell'ordine e la Chiesa si San Giovanni Battista e di S. Maria delle grazie d'impianto normanno-svevo. Una fontana risalente al regno di filippo IV reca la data del 1631. tra le particolarità del comune bisogna citare la cospicua presenza di Murales che impreziosiscono le mura di Rodì e di Milici con immagini dipinte da importanti artisti siciliani negli anni settanta.
 
OPERE E MONUMENTI
- Chiesa San Filippo; Chiesa Immacolata; Chiesa San Bartolomeo; Chiesa San Giovanni; Arco del poeta; Mascherone in via Candela; Mascherone in via N. Bixio; Mulini ad acqua dismessi; Frantoi dismessi; Palmenti, ecc.

Cerca Hotel, B&B, Casa Vacanze, Agriturismo a Rodi' Milici ME